Il Vescovo – La vita

Nato a Vitulazio da Giovanni e Maria Grazia Tartaglione. Quarto di sei figli, concluse gli studi liceali nel settembre 1980. Accolto nel Seminario maggiore vescovile di Napoli come seminarista dell’Arcidiocesi di Capua. Il 1 maggio 1986, fu ordinato Sacerdote. Il 13 ottobre dello stesso anno l’Arcivescovo di Capua, Mons. Luigi Diligenza, gli affida la cura pastorale della parrocchia S.Maria dell’Agnena in Vitulazio. Don Pietro Lagnese assolve la sua missione pastorale rivolgendo uno sguardo particolare ai giovani realizzando per loro e per tutti i fedeli della sua parrocchia un’ammirevole opera. Con l’assiduo impegno di don Pietro, Vitulazio può vantare, in zona Boscariello, un monastero che accoglie un gruppo di suore. In un edificio di sua proprietà, don Pietro ha realizzato il centro “Caritas” dove, tutti coloro che versano in difficoltà e, particolarmente i nostri fratelli del cosiddetto “Terzo Mondo”, ricevono accoglienza e conforto.
In qualità di parroco di Santa Maria dell’Agnena si fa promotore del Centro di ascolto Il Timone, del Centro parrocchiale Santa Maria dell’Agnena e della Casa della carità Madre Teresa di Calcutta, del centro servizi Santo Stefano e dell’Oratorio San Francesco.
Ha svolto i seguenti incarichi e ministeri:
Parroco di Santa Maria dell’Agnena a Vitulazio (dal 1987 ad oggi); Segretario del Sinodo diocesano (1988-1993); Padre spirituale presso il Seminario maggiore di Capodimonte; Membro del Collegio dei Consultori; Responsabile regionale della Pastorale familiare. Subito dopo l’atto della pubblicazione della Nomina, avvenuta lo scorso 23 febbraio,Pietro Lagnese, ha letto un Saluto di ringraziamento di cui riportiamo alcuni passaggi:[…]

Dal giorno in cui mi è stata comunicata l’intenzione del Santo Padre, alcuni sentimenti ritornano costantemente nei miei pensieri e abitano il mio cuore. Avverto innanzitutto un senso di grande inadeguatezza e indegnità. Sono consapevole che il Signore mi chiama ad una missione davvero alta, dinanzi alla quale riconosco tutta la mia povertà. C’è un altro sentimento che abita il mio cuore in questi giorni così particolari per la mia vita. Sento che, chiamandomi all’episcopato, il Signore mi rinnova il suo invito alla santità: mi chiede di pregare di più, amare di più, servire di più. Del resto sono certo che il Signore inviandomi ad Ischia per annunciare il Vangelo ai poveri mi chiama a stare in mezzo alle sorelle e ai fratelli di quell’isola, per essere prima cristiano con loro e poi vescovo per loro, secondo la nota espressione di Agostino: Evangelizare pauperibus misit me! Mi ha mandato ad evangelizzare i poveri! Ma, di questi, il primo sono io!
Sento vivo dolore nell’andare via e so di procurarne tanto alle persone che mi vogliono bene e che molto han-no condiviso con me in questi anni di impegno, spesi con entusiasmo a servizio del vangelo. Nonostante però il dolore che sento e il senso di indegnità che mi accompagna, come ho avuto modo di dire al Santo Padre nella lettera inviataGli il giorno seguente la mia elezione, riconosco nella sua chiamata la volontà di Dio che voglio compiere sopra ogni cosa e, perciò, accetto la nomina a vescovo della Chiesa di Dio che è in Ischia. Accetto fondando la mia speranza non nelle mia persona ma nella certezza del sostegno della preghiera di tanti fratelli e sorelle e nella grazia che il Signore concede a chi confida in Lui. Alla Chiesa di Ischia ho inviato per questa occasione, nella persona del suo Amministratore Diocesano, Mons. Giuseppe Regine, il mio primo Messaggio annunciando il mio motto episcopale: Duc in altum, prendi il largo. In questi giorni più volte mi sono ritrovato a ripetere il Responsorio della Compieta e ho ricevuto dal Signore il dono della pace. Guardando a Gesù Crocifisso ho sentito mie le parole del Salmo 30 e, con la Chiesa, anch’io ho detto: “Signore, nelle tue mani affido il mio spirito!”. In questo momento, in cui viene resa pubblica la mia nomina a vescovo della Chiesa di Ischia, desidero innanzitutto ringraziare il Santo Padre Benedetto XVI per aver scelto un figlio della Chiesa di Capua quale successore degli Apostoli. Un pensiero tutto speciale in questo momento va ai miei genitori che mi hanno dato la vita e la fede e, a tutti coloro che, nella mia famiglia, mi hanno trasmesso l’amore a Cristo e alla Chiesa. A mia mamma e a mio padre, in particolare, la gratitudine per la testimonianza di dedizione instancabile verso noi figli. Il grato ricordo di tutti i miei cari si fa quotidiana preghiera[…]